Guida pratica: citazioni e bibliografia APA, MLA, Chicago con esempi

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Citando correttamente le fonti e curando la bibliografia, ogni lavoro accademico acquisisce autorevolezza, rigore e valore etico. Tuttavia, orientarsi tra gli stili di citazione può essere complicato. Questa guida pratica ti aiuterà a comprendere le principali differenze tra APA, MLA, Chicago e altri stili, con esempi pratici per non commettere errori nella tua tesi.

L’importanza della bibliografia

Quando scrivi un tesi devi fare un lavoro di ricerca, che vuol dire confrontare sì le informazioni ma anche riportarle sulla propria tesi. Questo lavoro deve essere dimostrabile tramite le citazioni e la bibliografia, che determinano la correttezza del lavoro accademico. Ogni volta che scrivi un’informazione, un dato o un’affermazione proveniente da un’altra opera, è necessario indicarne la provenienza. In questo modo dai credito all’autore originale, dimostri padronanza dell’argomento e aiuti chi leggerà la tesi a verificare e approfondire le informazioni.

Nello specifico, una bibliografia ben strutturata è un segno di rigore metodologico. Mostra che la ricerca si è basata su fonti autorevoli, permette di collocare il lavoro all’interno di un contesto scientifico e contribuisce a valorizzare l’apporto personale dello studente o del ricercatore.

Per gestire correttamente le fonti durante la stesura della tesi, inizia fin da subito a raccogliere le informazioni bibliografiche in modo ordinato, perché andare a ritroso potrebbe risultare impossibile. Utilizza un software di gestione delle citazioni, come Zotero, Mendeley o EndNote, strumenti che ti permettono di catalogare le fonti, creare automaticamente le citazioni nel formato desiderato e generare la bibliografia in pochi clic.

Stili di citazione: apa, mla, Chicago e altri

Ogni disciplina adotta uno o più stili di citazione preferenziali, che rispondono a esigenze comunicative diverse. Le scienze sociali, per esempio, privilegiano lo stile APA, le discipline umanistiche si orientano più spesso verso lo stile MLA o Chicago. Vediamo le caratteristiche principali di questi tre sistemi.

Norme APA: lo standard per le scienze sociali

Lo stile APA (American Psychological Association) è ampiamente utilizzato nelle scienze sociali, in psicologia, educazione e scienze comportamentali. Le citazioni nel testo seguono il sistema autore-data e sono inserite tra parentesi direttamente nel corpo del testo. La bibliografia finale riporta tutte le fonti in ordine alfabetico.

Nel testo, una citazione tipica appare così: (Rossi, 2021). Se si cita un passaggio specifico, è necessario indicare anche la pagina: (Rossi, 2021, p. 45).

Esempio di citazione di un libro nella bibliografia:

Rossi, L. (2021). Psicologia e comportamento. Milano: Editore Scientifico.

Per un articolo accademico:

Bianchi, M. (2020). Lo sviluppo cognitivo nei bambini. Rivista di Psicologia, 35(2), 123-138. https://doi.org/10.1234/rivpsico.2020.35.2.123

Per un sito web:

Verdi, A. (2022, marzo 10). L’impatto dei social sulla comunicazione. PsicoBlog. https://www.psicoblog.it/impatto-social

Chi utilizza generatori di citazioni online (come quelli integrati nei software di scrittura accademica o nei motori di ricerca bibliografici) deve sempre controllare la correttezza dei dati inseriti e il rispetto delle norme aggiornate APA, attualmente alla settima edizione.

Norme mla: l’approccio umanistico

Lo stile MLA (Modern Language Association) è particolarmente diffuso nelle discipline letterarie e linguistiche. A differenza dell’APA, lo stile MLA omette l’anno di pubblicazione nella citazione nel testo e privilegia un tono più discorsivo.

Nel corpo del testo, la citazione assume questa forma: (Rossi 45). Solo il cognome dell’autore e il numero di pagina sono richiesti, senza virgole né abbreviazioni.

Esempio di bibliografia per un libro:

Rossi, Laura. Letteratura italiana contemporanea. Bologna: Zanichelli, 2020.

Per una poesia contenuta in un’antologia:

Leopardi, Giacomo. “L’infinito.” Poesie scelte, a cura di Marco Ferri, Mondadori, 2018, pp. 112-113.

Questo stile è molto attento all’opera letteraria e alla sua interpretazione, quindi viene scelto quando l’oggetto dell’analisi è un testo artistico, letterario o filosofico. L’importanza delle pagine specifiche è centrale, per questo le citazioni MLA si concentrano sul numero di pagina.

Norme Chicago: la scelta per la storia e le discipline umanistiche

Lo stile Chicago è apprezzato per la sua flessibilità e viene spesso utilizzato in ambiti storici, giuridici e nelle scienze umane. Esistono due sistemi: il sistema delle note (note a piè di pagina o di fine capitolo) e il sistema autore-data.

Nel sistema con note, ogni citazione è contrassegnata da un numero in apice e accompagnata da una nota a piè di pagina che riporta i dettagli bibliografici completi.

Esempio in nota:

Laura Rossi, Storia dell’Italia moderna (Milano: Garzanti, 2019), 123.

La bibliografia finale riporterà:

Rossi, Laura. Storia dell’Italia moderna. Milano: Garzanti, 2019.

Nel sistema autore-data, più simile all’APA, la citazione nel testo sarà: (Rossi 2019, 123). La scelta tra le due varianti dipende dalle istruzioni del relatore o dalle linee guida della rivista scientifica.

Altri stili di citazione: idee, Vancouver, ecc.

Oltre a APA, MLA e Chicago, esistono stili specializzati per ambiti scientifici o tecnici. Il sistema Vancouver, ad esempio, è usato in medicina e scienze biomediche. Le fonti sono numerate nell’ordine in cui compaiono nel testo e il numero è riportato tra parentesi quadre: [1].

Il sistema IEEE, tipico dell’ingegneria e dell’informatica, funziona in modo simile, con numerazione sequenziale e citazioni essenziali.

Quale scegliere per la tua tesi? Dipende dal settore disciplinare e dalle convenzioni adottate dalla facoltà: chiedi sempre conferma al tuo relatore in merito allo stile di citazione.

Citazioni tesi di laurea: domande frequenti

Anche con una buona conoscenza degli stili di citazione, durante la scrittura di una tesi possono sorgere dubbi specifici. Vediamo i più comuni.

Quando citare una fonte?

Ogni volta che si riporta un’informazione non propria, che sia una definizione, un dato statistico, un’interpretazione o un’idea, è necessario indicare la fonte. Questo vale sia per le citazioni dirette (testuali), sia per i riferimenti indiretti (parafrasi o sintesi). Non farlo può configurare un caso di plagio, anche involontario e compromettere la validità del lavoro. Si tratta dell’utilizzo non autorizzato di contenuti altrui, spacciandoli per propri. È una violazione del diritto d’autore e dell’etica accademica.

In consulenzatesi.net possiamo aiutarti con il servizio di Antiplagio così da verificare che ciò che hai scritto sia originale e non possa essere considerato plagiato!

Come gestire le citazioni di seconda mano?

Capita talvolta di leggere un autore che cita a sua volta un’altra fonte. In questi casi, è sempre preferibile cercare la fonte originale. Se ciò non è possibile, si può ricorrere a una citazione di seconda mano, ma bisogna chiarirlo.

Ad esempio, nello stile APA:

(Rossi, 2000, citato in Bianchi, 2021)

Nella bibliografia si inserisce solo la fonte consultata direttamente (Bianchi, 2021). Tuttavia, consulta sempre la fonte primaria, è segno di accuratezza e serietà.

Come citare fonti in lingua straniera?

Quando si utilizzano testi in lingua straniera, è importante rispettarne la forma originale ma anche fornire al lettore italiano una comprensione chiara. Titoli e nomi degli autori vanno lasciati nella lingua originale, ma può essere utile inserire una traduzione tra parentesi quadre, soprattutto nella bibliografia.

Per lingue con alfabeti diversi (come il cirillico o l’arabo), è raccomandata la traslitterazione in alfabeto latino secondo gli standard internazionali, seguita eventualmente dalla traduzione del titolo.

Esempio in stile APA:

Ivanov, A. (2018). Istorija Rossii [Storia della Russia]. Moskva: Nauka.

In conclusione, possiamo dire che applicare correttamente le norme di citazione è una dimostrazione di rispetto verso il lavoro altrui e ma anche di responsabilità intellettuale. Lo stile lo determina la facoltà / il relatore, ma qualsiasi sia è fondamentale usarne uno. Una bibliografia curata e citazioni ben strutturate rafforzano la credibilità della tesi e ne facilitano la lettura e fino a influire sulla valutazione e sul voto di laurea!