Relatore tesi: come trovarlo e come costruire un rapporto positivo

  • Home
  • Blog
  • News
  • Relatore tesi: come trovarlo e come costruire un rapporto positivo
3348 (1)

Hai scelto l’argomento della tua tesi, hai mille idee e un entusiasmo alle stelle. Ma… c’è un dettaglio fondamentale che può trasformare la tua avventura accademica in un viaggio sereno o in un’odissea: il relatore. Sì, proprio quella figura mitologica che ti affiancherà nella scrittura, ti guiderà (si spera) nei momenti di crisi e che firmerà, insieme a te, il tuo lavoro finale.

Sceglierlo bene è cruciale. Costruire con lui o lei un buon rapporto può fare la differenza tra una tesi da incubo e una da 110 e lode con standing ovation.

Relatore tesi di laurea: una guida completa

Trovare il relatore giusto è un po’ come trovare un compagno di viaggio per un lungo road trip: meglio evitare quelli che ti fanno ascoltare musica che odi o che si addormentano al primo casello. Qui si parla di affinità, di obiettivi comuni e (soprattutto) di buona comunicazione.

Chi è il relatore della tesi e qual è il suo ruolo?

Il relatore è il docente universitario che supervisiona il tuo lavoro di tesi. È un/una docente che approva l’argomento, ti guida nella struttura, ti dà consigli sulla bibliografia, ti corregge bozze e ti aiuta a rispettare le scadenze. In pratica, è la tua guida spirituale nel tortuoso cammino accademico.

Il suo supporto può influenzare profondamente la qualità della tua tesi: un relatore presente e interessato può aiutarti a migliorare, motivarti nei momenti di stallo e persino aprirti porte nel mondo accademico o professionale.

In alcuni casi, il relatore può anche essere coautore di articoli scientifici scritti a partire dalla tua tesi. Quindi sì, può diventare anche un alleato per il futuro.

Come scegliere il relatore della tesi?

Qui arriva la parte delicata. Come si fa a trovare il relatore ideale? Non esiste una formula magica, però sicuramente si parte dalla competenza nell’argomento della tesi: scegli un docente che lavori o abbia pubblicato su temi affini alla tua idea di tesi.

Poi ovviamente deve esserci un livello di disponibilità tale da non sentirti smarrito perché il relatore non risponde per settimane alle tue mail. Meglio valutare chi ha tempo e voglia di seguirti davvero.

Vuoi capire se un docente fa al caso tuo? Leggi tra le righe durante le lezioni, guarda come si relaziona con gli studenti, chiedi feedback ad altri laureandi.

Quando lo hai individuato, contattalo per email con un minimo di formalità (niente “ciao prof!” con emoji, per intenderci). Ecco qualche dritta.

  • Oggetto chiaro: “Richiesta per tesi di laurea – [Nome Cognome]”.
  • Presentazione concisa: chi sei, corso di studi, media, esami con lui/lei.
  • Proposta sintetica dell’argomento: mostra di avere un’idea chiara, ma anche flessibilità.
  • Motivazione: perché vuoi lavorare con lui/lei? Cita eventuali ricerche o progetti coerenti.

Se hai dubbi sull’argomento, puoi anche chiedere un colloquio per confrontarti. Alcuni docenti apprezzano chi è curioso e proattivo.

Relazione con il relatore: domande e problematiche

Anche se trovi il relatore dei tuoi sogni, possono nascere dubbi e difficoltà. Niente panico: conoscere in anticipo le possibili dinamiche ti aiuta a gestirle meglio.

Si può fare la tesi senza relatore?

Diciamolo subito: l’idea di scrivere la tesi senza relatore può sembrare allettante, soprattutto se non hai ancora trovato un docente con cui ti senti a tuo agio, o se temi lungaggini e burocrazia. Ma è davvero possibile?

La risposta è no: deve figurare sempre un relatore, anche se solo il nome, in quei casi in cui, ahimè, praticamente sparisce e non fa nulla. Del resto, serve per firmare il lavoro finale e approvarne la presentazione.

Ma, al di là dei regolamenti, ha davvero senso affrontare la tesi completamente in autonomia?

Certo, potresti guadagnare un po’ di libertà e non dover aspettare le risposte alle email, ma rischi anche di perderti un’occasione preziosa. Avere un relatore vuol dire poter contare su una guida esperta, ricevere feedback, migliorare l’argomentazione, evitare errori grossolani. E non solo: un buon relatore può anche aiutarti ad ampliare la bibliografia, suggerirti spunti a cui non avevi pensato o darti dritte su come presentare il lavoro.

Insomma, è un po’ come fare trekking in montagna senza cartina né bussola: si può arrivare in cima, certo… ma con molta più fatica.

Cambiare relatore tesi: quando e come farlo?

E se invece il problema è un altro? Mettiamo il caso che tu abbia già scelto il relatore, ma qualcosa non stia andando come speravi. Non si interessa, non c’è dialogo o magari hai cambiato argomento e non ti senti più “seguito” nel modo giusto. Succede e non solo a te.

Cambiare relatore può sembrare un tabù, ma in realtà è una possibilità prevista da molte università. L’importante è affrontare la questione con serietà e rispetto.

Ci sono diversi motivi legittimi per voler cambiare: magari il docente è troppo impegnato e non riesce a dedicarti il tempo necessario, oppure avete visioni troppo diverse sull’impostazione della tesi, o ancora hai deciso di spostarti su un tema che esula dalle sue competenze.

In questi casi, il primo passo è informarti sulle procedure della tua università: alcune richiedono solo una comunicazione scritta, altre vogliono il consenso del relatore precedente. 

Poi, il consiglio più importante è uno: parlane direttamente con il docente. Sii onesto/a, ma gentile. Spiega i tuoi motivi in modo chiaro, senza accusare o creare tensioni inutili. La maggior parte dei professori apprezza la trasparenza.

Una volta chiuso il capitolo, potrai contattare un nuovo relatore, presentando il tuo progetto e spiegando la nuova direzione del lavoro. Anche in questo caso, meglio essere preparati, mostrare entusiasmo e far capire che hai le idee chiare.

Ricorda: cambiare relatore non è un fallimento, a volte è semplicemente una scelta necessaria per portare a termine la tesi con serenità e qualità. E in fondo, anche nella vita capita di cambiare strada, no?

Ringraziamenti relatore tesi: un gesto importante

Hai finito la tesi. Il tuo relatore ti ha seguito (più o meno) con pazienza e costanza. È il momento di dire grazie. I ringraziamenti sono facoltativi, ma molto apprezzati — e ti permettono di chiudere in bellezza.

Come scrivere i ringraziamenti al relatore

I ringraziamenti si mettono in una pagina all’inizio o alla fine della tesi, dopo l’indice. Non servono frasi da romanzo, ma sincerità e cura sì.

La struttura deve essere semplice: basta una breve frase che esprima gratitudine per il tempo, la guida e il supporto ricevuti. Puoi anche aggiungere un accenno al valore che quella collaborazione ha avuto per la tua crescita personale e accademica.

Ecco un esempio:

“Ringrazio sinceramente la Prof.ssa Rossi per la sua disponibilità, i preziosi consigli e il costante supporto che hanno reso possibile questo lavoro.”

Personalizza il messaggio in base al rapporto che avete avuto: se è stato stretto, puoi osare qualcosa di più caloroso. Se è stato più formale, meglio restare sobri.

Richiesta relatore tesi: come formulare la richiesta

Torniamo per un attimo all’inizio: la prima email, quella con cui chiedi al docente di diventare tuo relatore. È un passaggio chiave — e si gioca tutto in poche righe.

Ecco una traccia utile:

Oggetto: Richiesta relatore per tesi di laurea – [Nome Cognome]

Corpo email:

Gentile Prof./Prof.ssa [Cognome],

Mi chiamo [Nome e Cognome], sono iscrittə al corso di laurea in [corso] e ho seguito con interesse il suo insegnamento di [materia]. Sto iniziando a lavorare alla mia tesi di laurea e sarei molto interessatə ad approfondire il tema di [argomento], in linea con i suoi ambiti di ricerca.

Le chiedo se fosse disponibile a seguirmi come relatore/relatrice. Naturalmente sono a disposizione per fornire ulteriori dettagli o per un colloquio.

La ringrazio per l’attenzione e resto in attesa di un gentile riscontro.

Cordiali saluti,

[Nome e Cognome]

[Matricola] – [Email] – [Numero di telefono, se richiesto]

Semplice, chiaro, professionale, con un tocco umano che non guasta e che porterà il docente a dire “sì lo voglio”!