Tipi di tesi di laurea: compilativa, sperimentale e altre

Tipi di tesi di laurea: quanti ne esistono?


A cura della Redazione di Consulenza Tesi  ·  Aggiornato il 29 ottobre 2026

I tipi principali di tesi di laurea sono due: la tesi compilativa, basata sulla rielaborazione critica di fonti già esistenti, e la tesi sperimentale, che produce dati o risultati nuovi. Accanto a queste trovi la tesi empirica, teorica, di ricerca e progettuale. La scelta dipende dal corso di laurea, dal tempo che hai a disposizione e dal relatore.

In questa guida completa vedi quali sono le tipologie più diffuse, quali sono le differenze tra triennale o magistrale e qualche criterio pratico per scegliere la tesi più adatta al tuo percorso di studi universitari. Per approfondire un singolo approccio trovi i link alle guide dedicate.

Quali sono i tipi di tesi di laurea?

Le università italiane non usano tutte la stessa classificazione, ma nella pratica ogni tipologia di tesi si riconosce dal metodo di lavoro. Ecco quelle che incontrerai più spesso, dalla più diffusa alla più specifica.

  • Tesi compilativa: analisi e rielaborazione critica della bibliografia esistente su un tema.
  • Tesi sperimentale: un esperimento o un’indagine originale, con raccolta di dati e risultati propri.
  • Tesi empirica: osservazione della realtà tramite questionari, interviste, casi studio o dati già disponibili.
  • Tesi teorica: costruzione di un’argomentazione o di un modello concettuale originale.
  • Tesi di ricerca: un lavoro guidato da una domanda di ricerca precisa, tipico della magistrale e della tesi di dottorato.
  • Tesi progettuale: progettazione di un prodotto, un prototipo, un software o un piano operativo.

Spesso i confini si sovrappongono: un lavoro empirico viene chiamato sperimentale in molti dipartimenti, e un progetto contiene quasi sempre una parte compilativa. Per questo conta più quello che farai concretamente rispetto all’etichetta.

Tesi compilativa: rielaborare le fonti

La tesi compilativa approfondisce un argomento partendo da libri, articoli scientifici e altre fonti bibliografiche. Il tuo compito è selezionare il materiale, metterlo a confronto e costruire un discorso coerente con un punto di vista personale.

Tra i vantaggi della tesi compilativa ci sono tempi più prevedibili e nessuna dipendenza da laboratori o campioni. Non è però un riassunto: una tesi compilativa fatta bene dimostra padronanza del tema, la capacità di effettuare una ricerca bibliografica accurata su motori di ricerca accademici e banche dati, un uso corretto delle citazioni e delle note a piè di pagina. È la scelta più comune nella laurea triennale e nelle discipline umanistiche e giuridiche. Se vuoi capire come impostarla passo per passo, leggi la nostra guida sulla tesi compilativa.

Tesi sperimentale: produrre dati nuovi

La tesi sperimentale si basa su una ricerca originale: formuli un’ipotesi, raccogli dati con un metodo definito e ne analizzi i risultati. È l’approccio più diffuso nelle facoltà scientifiche, in ingegneria e in psicologia.

Può svolgersi in laboratorio, sul campo o al computer, per esempio testando un algoritmo su una base di dati. Richiede una metodologia chiara, più tempo e un confronto costante con il docente che ti segue. Per struttura, fasi e capitoli trovi tutto nella guida dedicata alla tesi sperimentale.

Tesi empirica: osservare la realtà

La tesi empirica studia un fenomeno a partire da dati raccolti nel mondo reale, senza manipolare variabili come in un esperimento in senso stretto. È molto usata in economia, sociologia, scienze della formazione e psicologia.

Gli strumenti tipici sono questionari, interviste, focus group, analisi di documenti aziendali o un caso studio. Questo metodo richiede di spiegare come hai scelto il campione, come hai raccolto le informazioni e quali limiti ha la tua analisi. In molti regolamenti questo lavoro rientra tra le sperimentali, quindi verifica come viene classificato nel tuo corso di laurea.

Tesi teorica: costruire un’argomentazione

La tesi teorica sviluppa un ragionamento originale su concetti, teorie o modelli, senza raccogliere dati. Si distingue dalla compilativa perché non si limita a ordinare le fonti: prende posizione e propone una lettura nuova.

La trovi spesso in filosofia, giurisprudenza, matematica, fisica teorica e letteratura. Un esempio può essere il confronto critico tra due scuole di pensiero, la dimostrazione di un risultato matematico o l’interpretazione di una norma alla luce della giurisprudenza recente. Serve una conoscenza solida della letteratura e una buona capacità di argomentare.

Tesi di ricerca: partire da una domanda

La tesi di ricerca ruota attorno a una domanda precisa e a un metodo per rispondere. È il formato tipico della laurea magistrale più ambiziosa e soprattutto del dottorato, dove il contributo originale alla ricerca scientifica è un requisito.

Può essere sperimentale, empirica o teorica: ciò che la caratterizza è il tipo di approccio, guidato da un progetto di ricerca. Di solito l’introduzione della tesi presenta il problema, poi seguono la rassegna della letteratura, la metodologia, l’analisi dei risultati e una conclusione della tesi che discute limiti e possibili sviluppi. Se pensi di proseguire gli studi con un master o un dottorato, questo tipo di lavoro diventa anche un biglietto da visita nella ricerca accademica.

Tesi progettuale: dal problema al progetto

La tesi progettuale parte da un problema concreto e arriva a una soluzione progettata da te. È diffusa in architettura, design, ingegneria, informatica, comunicazione ed economia aziendale.

Il risultato può essere un prototipo, un software, un’app, un piano di comunicazione, un business plan o un progetto di intervento educativo. La parte scritta descrive l’analisi del contesto, le scelte di progettazione, le alternative scartate e la verifica del risultato. Spesso nasce da un tirocinio in azienda, che ti dà accesso a dati e casi reali.

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Differenza tra tesi compilativa, sperimentale e altri tipi

La differenza principale sta nella fonte del contributo: le fonti esistenti, i dati nuovi, un ragionamento o un progetto. Ecco un confronto sintetico tra le diverse tipologie.

  • Compilativa: fonti già pubblicate; contributo nella sintesi critica; impegno di tempo più contenuto; molto comune in triennale.
  • Sperimentale: dati prodotti da esperimenti; contributo nei risultati originali; maggiore investimento di tempo; comune in magistrale e nelle materie scientifiche.
  • Empirica: dati raccolti sul campo o da archivi; contributo nell’analisi del caso; tempi medi o lunghi, legati alla raccolta di dati.
  • Teorica: letteratura e concetti; contributo nell’argomentazione; tempi variabili, richiede molta padronanza della materia.
  • Di ricerca: domanda di ricerca e metodo; contributo nuovo alla disciplina; tipica di magistrale e dottorato.
  • Progettuale: analisi di un problema concreto; contributo nel progetto o nel prototipo; spesso collegata a tirocini.

Tesi triennale e tesi magistrale: cosa cambia

La tesi di laurea triennale è di solito più breve e spesso di tipo compilativo, mentre alla magistrale si chiede più originalità e un lavoro di ricerca più strutturato. Le regole precise dipendono però dal tuo ateneo e dal corso di laurea.

Tempi indicativi per scrivere una tesi

Il tempo necessario dipende dalla tipologia, dall’argomento e da quante ore riesci a dedicarci. Come orientamento, un lavoro di tesi compilativo in triennale richiede in genere dai 2 ai 3 mesi, mentre uno sperimentale o empirico può arrivare tra i 3 e i 6 mesi. In magistrale i tempi si allungano, soprattutto se la fase di ricerca prevede laboratorio, tirocinio o raccolta di dati all’estero. La stesura di una tesi include anche le revisioni con il docente: iniziare a scrivere presto ti evita di correre nelle ultime settimane prima del deposito.

Quanto pesa la tesi sul voto di laurea

Il peso della tesi sulla valutazione finale non è uguale ovunque: ogni ateneo fissa nel proprio regolamento il numero massimo di punti attribuibili. In molti corsi il punteggio disponibile cresce dalla triennale alla magistrale, e alcuni dipartimenti premiano di più il lavoro sperimentale o di ricerca, altri no.

Per questo i valori che leggi online vanno presi come indicativi. Controlla le linee guida dell’ateneo e il regolamento del tuo corso, e chiedi al relatore come vengono attribuiti i punti. Se vuoi stimare il risultato, puoi partire dal nostro approfondimento sul calcolo del voto di laurea finale e inserire i parametri del tuo regolamento.

Come scegliere la tipologia di tesi giusta

La scelta del tipo di tesi nasce sempre da un confronto con il relatore, ma arrivare preparato ti aiuta a proporre un’idea concreta. Prima del colloquio, prova a rispondere a queste domande.

  • Quanto tempo hai davvero per scrivere la tesi prima della sessione di laurea?
  • Hai accesso a un laboratorio, a un’azienda, a dati o a un campione di persone da intervistare?
  • Ti interessa di più approfondire la letteratura o mettere alla prova un’ipotesi?
  • Vuoi usare questo lavoro per trovare impiego, per un master o per un dottorato?

Se hai poco tempo e nessun accesso a dati, la tesi compilativa potrebbe essere la strada più realistica. Se invece hai un tirocinio in corso o un docente che segue un progetto, una tesi sperimentale potrebbe darti un risultato più spendibile, così come un lavoro empirico o progettuale. In ogni caso, definisci presto argomento e modo di strutturare la tesi: cambiare approccio a metà stesura costa molto tempo.

Domande frequenti sui tipi di tesi

Che differenza c’è tra tesi compilativa e sperimentale?

La differenza tra la compilativa e la tesi sperimentale sta nel contributo. La prima rielabora in modo critico fonti già esistenti, come libri e articoli, e il valore sta nella sintesi e nel punto di vista. La seconda produce dati nuovi attraverso esperimenti o indagini, e il valore sta nei risultati. Quella sperimentale richiede di solito più tempo, un metodo definito e un confronto più frequente con chi ti segue.

Quale tipo di tesi è più facile?

Nessuna tipologia è facile in assoluto. La compilativa ha tempi più prevedibili perché non dipende dalla raccolta di dati, ma richiede una ricerca delle fonti accurata e capacità di scrittura. La sperimentale è più lunga e meno prevedibile, però offre un contributo originale. Scegli in base alle settimane disponibili, alle risorse a cui hai accesso e ai tuoi interessi.

Che differenza c’è tra tesi e tesina?

La tesina è un elaborato più breve e meno approfondito, usato per esempio all’esame di terza media, alla maturità o in alcune prove finali triennali. La tesi di laurea è un lavoro più ampio, con una struttura completa, una bibliografia estesa e la discussione della tesi davanti alla commissione. Nella tesina di solito non è richiesto un contributo originale.

Si può fare una tesi sperimentale alla triennale?

Sì, se il tuo corso di laurea lo consente e trovi un docente disponibile a seguirti. Alla triennale è meno frequente perché i tempi sono stretti e la prova finale ha spesso un peso limitato. Una soluzione intermedia è un piccolo lavoro empirico, per esempio con un questionario o un caso studio legato al tirocinio.

Chi decide il tipo di tesi?

Si decide insieme al relatore. Tu puoi proporre argomento e approccio, ma è il docente a valutare se l’idea è fattibile, se rientra nelle regole del corso e se funziona meglio come tesi compilativa o sperimentale, oppure come progetto. Presentarti al colloquio con una domanda di partenza e due o tre fonti rende la discussione più produttiva.

Se la tesi scelta è già definita ma non sai da dove partire, su Consulenzatesi.net puoi trovare un supporto nelle diverse fasi del lavoro: scelta dell’argomento, struttura della tesi, ricerca bibliografica, stesura e revisione, sempre nel rispetto delle regole del tuo ateneo.

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