Creare grafici e tabelle efficaci: tipi, colori e design

  • Home
  • Blog
  • News
  • Creare grafici e tabelle efficaci: tipi, colori e design
50104 (1)


Scritto da Francesco P., tutor di area tecnico-scientifica  ·  Aggiornato il 25 agosto 2026

Una tesi di laurea ben scritta non si giudica solo dai contenuti e dal testo ma anche dalle loro rappresentazioni visive. E quando si tratta di dati, numeri, statistiche o risultati di ricerca, grafici e tabelle diventano strumenti fondamentali. Non sono semplici “accessori” visivi, ma elementi chiave per valorizzare l’informazione, renderla più chiara e coinvolgere il lettore. 

Tuttavia, non basta “inserire un grafico” per ottenere un buon risultato: è necessario scegliere il tipo giusto, usare i colori in modo funzionale e curare il design. In questo articolo vediamo come fare.

Usare i grafici nella tesi: potenziare la comunicazione dei dati

Ogni dato racconta una storia. Ma per raccontarla bene, serve lo strumento adatto. I grafici possono rendere visibile ciò che, in forma testuale, sarebbe difficile da leggere e ricordare.

Data visualization: perché è importante?

La data visualization è l’arte – ma anche la scienza – di rappresentare visivamente i dati. L’obiettivo è duplice: rendere l’informazione più comprensibile e più interessante. Un buon grafico permette di cogliere immediatamente un andamento, una correlazione o una differenza, anche a colpo d’occhio.

Ma quale grafico scegliere?

  • Istogramma: perfetto per confrontare quantità tra categorie. Ad esempio, il numero di risposte a un sondaggio divise per età o sesso.
  • Grafico a torta: utile per mostrare la composizione percentuale di un insieme, ma solo se ci sono poche categorie e ben distinte.
  • Grafico a linee: ideale per evidenziare l’andamento nel tempo di un fenomeno, come la variazione di temperatura, vendite, utenti attivi.
  • Diagramma a dispersione (scatter plot): per visualizzare la relazione tra due variabili quantitative.
  • Grafico ad area o a barre impilate: per mostrare contributi cumulativi di più serie di dati.

Qualunque sia il grafico scelto, ricordati di usare colori coerenti (evita accostamenti troppo vivaci o privi di contrasto) e non esagerare con gli effetti 3D o decorazioni inutili. Inserisci titoli, assi, unità di misura e legende ben leggibili ed elimina tutto ciò che non è funzionale alla comprensione.

Un grafico ben fatto non solo supporta il testo, ma a volte parla meglio delle parole.

Tabelle tesi di laurea: quando e come utilizzarle?

A differenza dei grafici, che mostrano andamenti o confronti, le tabelle servono per presentare dati precisi e organizzati. Sono perfette quando è importante dare accesso diretto a numeri esatti, per esempio a:

  • risultati sperimentali o di laboratorio;
  • dati raccolti da questionari;
  • comparazioni tra indicatori, parametri o variabili.

Le tabelle devono essere chiare, cioè facilmente leggibili senza confondere il lettore, lineari, senza eccessivi colori, sfondi o bordi inutili e funzionali, con righe e colonne ben etichettate.

Per una presentazione completa e professionale, è utile integrare grafici e tabelle. Ad esempio, puoi inserire una tabella con i valori numerici e, subito dopo, un grafico che ne mostri l’andamento visivamente. In questo modo, il lettore può scegliere il livello di lettura: dettagliato (tabella) o sintetico (grafico).

Ti sei bloccato su questo passaggio?
Un tutor della tua facoltà può guardare il tuo lavoro e dirti come procedere, senza impegno.

Chiedi un parere gratuito

Citare una tabella in una tesi: regole e buone pratiche

Una volta creati grafici e tabelle, è importante riferirsi a questi elementi nel corpo del testo in modo corretto, senza lasciare il lettore disorientato.

Come citare una tabella nel testo?

La citazione di una tabella all’interno del testo deve essere chiara e puntuale. In generale, ogni tabella va numerata progressivamente (Tabella 1, Tabella 2, ecc.) e poi richiamata nel testo.

Ecco alcuni esempi di frasi utili:

“Come mostrato nella Tabella 3, la maggioranza dei rispondenti ha indicato una preferenza per…”

“I dati riepilogati nella Tabella 1 evidenziano una netta differenza tra i due gruppi.”

“Nella Tabella 4 sono riportati i valori medi delle risposte raccolte nel questionario.”

Ogni tabella deve quindi parlare da sola, ma anche essere integrata nel discorso della tesi.

Come formattare le tabelle nella tesi?

La formattazione ha un impatto decisivo sulla leggibilità delle tabelle. Ecco alcuni consigli per metterla in pratica al meglio.

  • Numerazione progressiva, coerente con l’ordine di apparizione nel testo. Anche i grafici vanno numerati (es. Grafico 1, Grafico 2).
  • Titolo chiaro e informativo, posizionato sopra la tabella (es. Tabella 5 – Frequenza delle risposte suddivise per fascia d’età).
  • Note esplicative, se necessarie, posizionate sotto la tabella, per specificare unità di misura, fonti, o precisare significati particolari dei dati.

Attenzione anche alla coerenza grafica: usa font leggibili e dimensioni adeguate, allinea i numeri a destra, i testi a sinistra e evita di usare troppi colori: meglio restare su grigio, nero, blu scuro, o tonalità leggere per righe alternate.

Una tabella ben fatta non deve mai stancare l’occhio, ma guidare la lettura.

Domande frequenti sull’uso di grafici e tabelle nella tesi

Devo sempre inserire sia grafici che tabelle?

No, dipende dal tipo di dati. Se hai bisogno di mostrare l’andamento o il confronto visivo, meglio il grafico. Se servono valori precisi o dettagli numerici, meglio la tabella. In molti casi, l’integrazione dei due è l’opzione più efficace.

Posso creare i grafici con Excel o Word?

Sì, molti studenti usano Excel per creare grafici e tabelle, che poi vengono copiati su Word o nel documento di tesi. In alternativa, esistono strumenti più avanzati come Google Sheets, Tableau, RStudio o Python (con Matplotlib), se hai competenze statistiche o informatiche.

Quali colori usare nei grafici?

Meglio usare colori neutri o con contrasto soft, evitando toni accesi come rosso fuoco o verde neon. I toni pastello o le gradazioni di blu, grigio o verde sono perfetti. Ricorda anche l’accessibilità: evita accostamenti che possono creare difficoltà ai daltonici (rosso-verde, ad esempio).

Dove inserire grafici e tabelle nella tesi?

Idealmente, subito dopo il paragrafo che li introduce. Se sono molti, si può anche creare una sezione a parte o inserirli in appendice, purché ben citati nel testo. Ogni grafico o tabella deve essere indipendente ma contestualizzato.

Meglio i grafici colorati o in bianco e nero?

Dipende dal formato di stampa. Se prevedi di stampare in bianco e nero, assicurati che i toni di grigio siano sufficientemente distinti. Se il PDF sarà consultato online, puoi osare un po’ di più con i colori, mantenendo però la sobrietà.

In sintesi, tabelle e grafici non sono semplici elementi decorativi, ma strumenti comunicativi potenti. Usarli con consapevolezza e cura significa valorizzare i dati, semplificare la lettura e dare un tocco di professionalità alla tua tesi. In consulenzatesi.net ti aiutiamo a creare grafici accurati che parleranno da soli e lo faranno nel modo giusto.

Non devi affrontare la tesi da solo

Ti affianchiamo dall’indice alla discussione con un tutor della tua facoltà. Prezzi trasparenti, nessun impegno: ti rispondiamo in giornata.

Vedi i prezziScrivici su WhatsApp