Tesi di laurea in diritto commerciale: argomenti e consigli

Tesi di laurea in diritto commerciale: argomenti e consigli


Scritto da Luisa F., tutor di area giuridica  ·  Aggiornato il 2 ottobre 2026

Per una tesi in diritto commerciale scegli un problema preciso dentro un’area viva della materia (governance delle società, crisi, startup, sostenibilità, concorrenza), verifica che il relatore se ne occupi e che ci siano fonti sufficienti, poi imposta tre capitoli: quadro normativo, dibattito in dottrina e giurisprudenza, analisi di casi o dati.

La tesi di laurea in diritto commerciale si scrive sia a Giurisprudenza sia a Economia: al giurista si chiede di ricostruire norme e interpretazioni, all’economista di collegarle al funzionamento delle imprese. Qui sotto trovi argomenti divisi per area, ciascuno con un angolo di ricerca preciso.

Quali sono gli argomenti principali in materia di diritto commerciale?

Il diritto commerciale studia l’impresa e le regole che la governano: l’imprenditore e l’azienda, le società, l’insolvenza, la concorrenza, i titoli di credito e i contratti d’impresa, come il franchising (legge 6 maggio 2004, n. 129) o i contratti bancari. Oggi comprende anche il diritto dei mercati finanziari e una parte crescente di diritto dell’Unione europea.

Il blocco più ampio è il diritto societario. Ci sono le società di persone (società semplice, in nome collettivo, in accomandita semplice, oltre alla società di fatto, che nasce dal comportamento dei soci senza un atto formale), dove i soci rispondono in linea di principio di ogni obbligazione sociale, e le società di capitali: la società per azioni, la società a responsabilità limitata e la società in accomandita per azioni. La riforma del diritto societario del 2003 resta il punto di riferimento per molte tesi.

Ci sono poi le procedure concorsuali, la tutela della concorrenza, gli strumenti finanziari e gli intermediari finanziari, la cui regolamentazione sta nel Testo unico della finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58) e sempre più nel diritto europeo. Rientra qui anche il diritto bancario, dalla vigilanza della Banca d’Italia ai derivati come gli swap.

Come trovare l’argomento per la tesi in diritto commerciale?

Trovi l’argomento incrociando tre cose: l’area del corso che ti ha interessato di più, le ricerche del docente che può seguirti e la disponibilità di fonti. Se tutte e tre puntano nella stessa direzione, hai un tema su cui lavorare.

Il relatore conta molto: prima di proporre un titolo, guarda le sue pubblicazioni recenti e le tesi che ha già seguito. Molti atenei pubblicano gli archivi delle tesi per cattedra, come LuissThesis per la Luiss: scorrere i titoli discussi ti fa capire che taglio si aspettano. Formule come «problemi e prospettive», «luci e ombre» o «alla luce delle novità» funzionano solo se dietro c’è una domanda precisa.

Poi restringi. «Gli amministratori e le loro responsabilità» è il titolo di un trattato, non di una tesi. «L’azione contro l’amministratore che non adotta un’organizzazione adeguata della società» è già un lavoro giuridico che puoi chiudere in qualche mese. Una buona verifica: se riesci a formulare in una sola frase la domanda a cui la tesi risponde, l’argomento è abbastanza circoscritto.

Infine controlla le fonti. Per temi nati da riforme recenti la dottrina può essere scarsa, per quelli classici rischi di ripetere cose già scritte: mezz’ora su una banca dati giuridica te lo dice subito.

Quali argomenti scegliere per una tesi in diritto commerciale?

I temi più sviluppabili sono quelli in cui una norma recente o un contrasto giurisprudenziale lascia una domanda aperta. Ecco alcuni titoli per una tesi di laurea già abbastanza circoscritti da poter essere proposti al relatore:

  • L’azione di responsabilità contro gli amministratori di s.r.l. per inadeguatezza degli assetti organizzativi.
  • Il sistema monistico e il controllo nelle SpA italiane: perché è rimasto marginale.
  • Voto maggiorato e lista del consiglio uscente: il caso italiano alla luce della Legge Capitali.
  • La postergazione dei prestiti dei soci nella composizione negoziata della crisi.
  • Il concordato preventivo in continuità e la posizione dei creditori dissenzienti.
  • La rendicontazione sociale nelle società non quotate dopo la direttiva Omnibus.
  • Il Digital Markets Act e l’abuso di posizione dominante: obblighi preventivi e controllo successivo.
  • Diritto commerciale e interazione tra la normativa fiscale italiana e quella statunitense nei gruppi multinazionali.

Di seguito trovi le sei aree da cui nascono questi titoli, ciascuna con un taglio di ricerca adatto a un lavoro giuridico o economico.

Tesi sulla s.p.a.: amministratori, controlli e corporate governance

Le tesi sulla società azionaria ruotano intorno a chi gestisce e a chi controlla. Il punto di partenza sono gli artt. 2380 e seguenti del codice civile, che disciplinano i tre sistemi di amministrazione e controllo: tradizionale, dualistico e monistico. Puoi chiederti come cambia il controllo quando sta dentro il consiglio.

Un secondo filone riguarda la responsabilità degli amministratori e la cosiddetta business judgment rule, il principio di elaborazione giurisprudenziale per cui il giudice non sindaca il merito delle scelte gestionali ma solo la diligenza con cui sono state prese. Puoi studiare come si concilia con l’obbligo di istituire assetti organizzativi adeguati (art. 2086, secondo comma, cod. civ.), tra i doveri dell’organo amministrativo, oppure la disciplina del conflitto di interessi (art. 2391). La responsabilità civile degli amministratori di società per azioni verso la società, i creditori sociali, i singoli soci e i terzi direttamente danneggiati (artt. 2392-2395) è tra gli aspetti di diritto commerciale con più pronunce da analizzare.

Per le società con azioni in borsa, la legge 5 marzo 2024, n. 21 (la cosiddetta Legge Capitali) è intervenuta tra l’altro sul voto maggiorato, sulla lista presentata dal consiglio uscente e sulle assemblee svolte solo tramite il rappresentante designato. Puoi analizzarne l’effetto sulle minoranze o confrontarle con il Codice di Corporate Governance, erede del vecchio codice di autodisciplina. Se ti piace la comparatistica, puoi confrontare le politiche retributive degli amministratori nel diritto britannico ed italiano o studiare il principio di trasparenza verso il mercato. Sul piano assembleare è ben delimitata la rappresentanza del socio (art. 2372).

Tesi sulla s.r.l.: finanziamenti dei soci, recesso e fusione

La società a responsabilità limitata è il tipo più flessibile e per questo il più ricco di questioni aperte: è molto diffusa nel sistema produttivo italiano e la sua disciplina codicistica lascia ampio spazio all’autonomia privata. Un tema classico sono i prestiti dei soci e la loro postergazione (art. 2467 del codice civile): quando un prestito del socio va rimborsato dopo gli altri creditori, e come cambia la regola nella crisi.

Altri spunti: il recesso del socio (artt. 2437 ss. c.c. per le azioni, art. 2473 per le quote) e il rimborso; i diritti amministrativi e patrimoniali dei soci nelle società chiuse; il diritto di opzione negli aumenti di capitale sociale (art. 2441); l’azione di responsabilità ex art. 2476 contro gli amministratori; la direzione e coordinamento nei gruppi (artt. 2497 ss. c.c.). Fusione e scissione permettono di unire profili giuridici e valutazioni economiche. Meno battuto è il patrimonio destinato a uno specifico affare previsto per la società azionaria (artt. 2447-bis e seguenti).

Crisi d’impresa, concordato preventivo e liquidazione giudiziale

Le procedure concorsuali sono l’area con più materiale nuovo, perché la giurisprudenza sta ancora definendo molti istituti. Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14), in vigore dal 15 luglio 2022, ha sostituito la legge fallimentare e ha introdotto la liquidazione giudiziale al posto del fallimento.

Un argomento adatto è la composizione negoziata della crisi, lo strumento stragiudiziale con l’esperto indipendente: puoi esaminarne i presupposti, il ruolo dell’esperto e i limiti rispetto agli strumenti giudiziali. Il concordato preventivo resta tra i temi più studiati: continuità, creditori dissenzienti, controllo giudiziario sulla fattibilità del piano. Per le imprese di grandi dimensioni c’è l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza (decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270).

Chi viene da Economia può lavorare sui segnali per la rilevazione tempestiva della crisi (art. 3 del Codice), dove diritto e aziendalistica si toccano davvero.

Startup innovative e crowdfunding

Le startup innovative sono il laboratorio in cui la s.r.l. ha preso caratteri tipici delle società azionarie. La disciplina nasce con l’art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, quella delle PMI innovative con l’art. 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, ed è stata rivista dalla legge 16 dicembre 2024, n. 193, che ha modificato requisiti e durata dello status. Dal 2017 le deroghe al diritto societario comune valgono per tutte le PMI a responsabilità limitata, che possono creare categorie di quote con diritti diversi e offrirle al pubblico.

Una tesi può chiedersi se queste deroghe abbiano cambiato la natura del tipo e quali tutele restino al socio di minoranza dopo più round di investimento. Collegato c’è l’equity crowdfunding, regolato dal regolamento (UE) 2020/1503 relativo ai fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese: puoi studiare come la raccolta online di capitale incida sui diritti dei piccoli investitori.

Sostenibilità, ESG e responsabilità sociale d’impresa

Qui il diritto commerciale incontra la rendicontazione. La direttiva (UE) 2022/2464, nota come CSRD, ha esteso gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità ed è stata recepita con il decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125. Poi la direttiva (UE) 2025/794 ha rinviato di due anni gli obblighi per molte imprese e la direttiva (UE) 2026/470, nota come Omnibus, li ha limitati alle imprese con più di 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato. Questo ridimensionamento può essere la domanda della tesi; verifica con il relatore lo stato del recepimento.

Un’alternativa più stabile è la società benefit, introdotta dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208. Puoi analizzare come gli amministratori bilancino lucro e beneficio comune. C’è anche un dibattito sui profili tipologici: la società benefit è un nuovo tipo di società o una qualifica che si aggiunge ai tipi esistenti?

Disciplina antitrust, consumatori e mercati digitali

Il diritto della concorrenza offre tesi che uniscono regole e analisi dei mercati. In Italia si fonda sulla legge 10 ottobre 1990, n. 287 e, a livello europeo, sugli artt. 101 e 102 TFUE. Accanto a queste regole, il Digital Markets Act (regolamento (UE) 2022/1925) impone obblighi preventivi alle grandi piattaforme qualificate come gatekeeper.

Una tesi può confrontare i due approcci: l’antitrust tradizionale interviene dopo l’abuso, il DMA fissa divieti e obblighi in anticipo. A Economia si presta a un’analisi dei modelli di business delle piattaforme.

Sul versante della tutela dei consumatori, le pratiche commerciali scorrette (artt. 18 e seguenti del Codice del consumo, d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206) offrono molti casi decisi dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato: puoi analizzare i provvedimenti su un settore, come la moda (la cosiddetta fashion industry), il digitale o il credito. Un tema di frontiera è l’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione e nella compliance delle imprese, alla luce del regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale.

Non sai da che argomento partire?
Un tutor della tua facoltà ti aiuta a scegliere un tema che regga, che al relatore vada bene e su cui esista materiale. Senza impegno.

Chiedi un parere gratuito

Meglio una tesi compilativa o un’analisi di casi e dati?

Dipende dal corso e dal relatore: a Giurisprudenza prevale la tesi compilativa, a Economia l’analisi di casi o di dati è spesso più apprezzata. Entrambe funzionano se prendi posizione su un problema invece di limitarti a descrivere.

La tesi compilativa ricostruisce una disciplina attraverso norme, dottrina e giurisprudenza, comprese le pronunce delle Sezioni unite della Cassazione quando il punto è controverso o una sentenza della Corte di giustizia UE che ha cambiato l’interpretazione di una norma. È la forma più diffusa nelle tesi di laurea in Giurisprudenza e non è un ripiego.

L’altra strada è l’analisi di casi o di dati: gli statuti di un gruppo di società, le relazioni sul governo societario, i decreti di un tribunale in materia di crisi, le decisioni dell’Autorità garante su un settore. Serve un criterio di selezione dichiarato (quali documenti, quale periodo, perché quelli) e una griglia di lettura uguale per tutti. Funziona anche a Giurisprudenza se il relatore lo accetta: chiediglielo subito.

Come strutturare la tesi in diritto commerciale?

La struttura più usata ha un’introduzione, tre capitoli (norme, dibattito, casi) e le conclusioni. Questa traccia si adatta alla maggior parte dei temi:

  • Introduzione: il problema, la domanda di ricerca, il metodo e il piano dei capitoli.
  • Primo capitolo: il quadro normativo, con l’evoluzione della disciplina e i principi dell’ordinamento italiano ed europeo.
  • Secondo capitolo: il dibattito in dottrina e gli orientamenti della giurisprudenza sul punto controverso.
  • Terzo capitolo: l’analisi di casi, statuti o dati, oppure un confronto con un altro ordinamento.
  • Conclusioni: la tua risposta alla domanda iniziale e i problemi che restano aperti.

In un testo giuridico le citazioni vanno curate: numero e data delle leggi, articoli esatti, estremi delle sentenze. Per i testi in vigore usa Normattiva per le leggi italiane ed EUR-Lex per gli atti dell’Unione europea, e segui i disegni di legge se il tema è in evoluzione.

Domande frequenti sulla tesi in diritto commerciale

Queste sono le domande che gli studenti fanno più spesso prima di scegliere relatore e argomento.

Quali sono gli argomenti più attuali per una tesi in diritto commerciale?

La crisi dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice, gli obblighi organizzativi degli amministratori, la Legge Capitali, la sostenibilità dopo la direttiva Omnibus e i mercati digitali sono le aree in cui la disciplina è cambiata di più negli ultimi anni. Attuale però non vuol dire per forza nuovo: anche un istituto classico diventa un buon tema se lo guardi alla luce di una riforma o di un orientamento giurisprudenziale recente.

Si può fare una tesi in diritto commerciale a Economia?

Sì, ed è frequente. A Economia si privilegiano argomenti in cui norme e gestione aziendale si incontrano, come corporate governance, crisi, startup o rendicontazione di sostenibilità, con meno spazio al dibattito dottrinale e più all’analisi di casi, bilanci e documenti societari. C’è spazio anche per temi di confine come la fiscalità internazionale dei gruppi.

Il diritto commerciale è un esame difficile?

Il diritto commerciale è un esame impegnativo per la quantità di materia e per il lessico tecnico, soprattutto nella parte sulle società di capitali. Chi lo ha superato con interesse parte avvantaggiato nella tesi, perché ha già chiaro il sistema e sa dove cercare le norme.

Quanto tempo ci vuole per preparare il diritto commerciale?

Non esiste un tempo standard per preparare l’esame di diritto commerciale: dipende dai crediti, dal programma (alcuni corsi includono insolvenza e mercati finanziari, altri solo impresa e società) e dalle ore che puoi studiare ogni giorno. Conviene partire dalle società, la parte più corposa, leggendo il manuale con il codice civile aperto e verificando ogni articolo citato.

Quanto tempo ci vuole per scrivere una tesi in diritto commerciale?

Dipende dal corso di laurea, dal tipo di tesi e dal tempo che puoi dedicarle ogni settimana. Una tesi di laurea triennale compilativa richiede meno lavoro di una magistrale con analisi di casi. Anche la lunghezza non ha una misura unica: la fissano il regolamento dell’ateneo e il relatore. Concorda subito un calendario e lascia margine per le revisioni dei capitoli.

Meglio una tesi su una riforma recente o su un tema consolidato?

Una riforma recente ti permette di dire qualcosa di nuovo, ma le fonti sono poche e la disciplina può cambiare mentre scrivi, come è successo con la CSRD. Un tema consolidato offre più materiale ma richiede un taglio originale. Se scegli una riforma, tieni d’occhio gli aggiornamenti fino alla consegna.

Se vuoi un confronto sulla scelta dell’argomento o sull’impostazione dei capitoli, su Consulenzatesi.net puoi lavorare con un tutor di area giuridica.

Per confrontare questa materia con le altre, leggi la nostra panoramica sugli argomenti per la tesi in giurisprudenza, divisi per materia.

Non devi affrontare la tesi da solo

Ti affianchiamo dall’indice alla discussione con un tutor della tua facoltà. Prezzi trasparenti, nessun impegno: ti rispondiamo in giornata.

Vedi i prezziScrivici su WhatsApp