Scritto da Luisa F., tutor di area giuridica · Aggiornato il 2 ottobre 2026
Per una tesi in diritto internazionale scegli un tema preciso dentro un’area (uso della forza, diritti umani, Corte penale internazionale, clima, migrazioni, diritto del mare), verifica che le fonti siano accessibili nella lingua che leggi e trasformalo in una domanda di ricerca di una riga, da concordare con il relatore.
Come scegliere l’argomento della tesi in diritto internazionale?
Scegli un tema che abbia fonti consultabili, che rientri negli interessi del relatore e che si possa ridurre a una domanda giuridica precisa. Prima di innamorarti di un argomento, verifica questi tre aspetti pratici.
- La lingua delle fonti. Gran parte della dottrina e delle decisioni delle corti è in inglese e in francese, le due lingue ufficiali della Corte internazionale di giustizia. Se leggi bene solo l’italiano, scegli un tema su cui esiste anche letteratura italiana o metti in conto tempo extra per la lettura. Nelle banche dati straniere cerca anche con parole chiave inglesi come international law, sovereignty o conflict management.
- L’accesso alle banche dati. Le decisioni della CIG, della Corte europea dei diritti dell’uomo (banca dati HUDOC) e della Corte penale internazionale sono consultabili gratis sui siti delle corti. Le riviste specializzate spesso richiedono l’abbonamento dell’ateneo: controlla la tua biblioteca.
- Le competenze del relatore. Ogni docente ha i suoi filoni dentro un settore scientifico disciplinare ampio. Un tema vicino alle sue ricerche ti dà indicazioni più precise e una discussione più serena.
Un buon test: riesci a formulare la tua domanda di ricerca in una riga? «Il diritto internazionale e la guerra» non è una domanda. «Quali limiti pone l’articolo 51 della Carta ONU alla legittima difesa contro attori non statali?» lo è.
Quali argomenti scegliere in diritto internazionale pubblico?
Gli argomenti più solidi nascono da un’area con molta prassi e da un angolo preciso dentro quell’area. Il diritto internazionale contemporaneo non riguarda più solo i rapporti tra Stati: la comunità internazionale si occupa oggi anche di individui, imprese e ambiente. Per questo molti titoli iniziano con «Profili di diritto internazionale» seguito dal tema. Qui sotto trovi otto aree con un possibile taglio per ciascuna: sono punti di partenza, il titolo definitivo va costruito con il relatore.
Uso della forza, conflitti armati e Consiglio di sicurezza ONU
Il divieto dell’uso della forza dell’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite e l’eccezione della legittima difesa dell’articolo 51 restano il cuore della materia. Puoi chiederti se la prassi recente dimostra un’evoluzione della disciplina della legittima difesa, partendo dalla sentenza della CIG del 27 giugno 1986 sul caso Attività militari e paramilitari in e contro il Nicaragua (Nicaragua c. Stati Uniti d’America). In alternativa puoi studiare i poteri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (capitolo VII della Carta), il diritto di veto e la supplenza svolta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite quando il Consiglio è bloccato. Anche la responsabilità di proteggere (Responsibility to Protect) e l’intervento in Kosovo del 1999, spesso discusso come humanitarian intervention, offrono materiale per un confronto tra legalità e legittimità.
Sui conflitti in corso, come il caso Ucraina, conviene un taglio preciso, per esempio le questioni di giurisdizione che si pongono di fronte alla Corte internazionale di giustizia, senza dare per scontati fatti ancora contestati.
Diritti umani e giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo
La tutela internazionale dei diritti umani offre moltissimo materiale, soprattutto grazie alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) del 1950. In materia di diritti umani un angolo interessante è l’applicabilità della Convenzione fuori dal territorio: fino a dove arriva la responsabilità di uno Stato per atti compiuti in parte di un altro Stato? Puoi anche studiare l’applicazione della Convenzione in Italia alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, oppure confrontare il sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo con quello interamericano e con i comitati ONU. Per la bibliografia straniera cerca i manuali di International Human Rights Law e le decisioni della European Court of Human Rights.
Altri temi concreti: i diritti delle donne e la Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne, il divieto di tortura, il diritto all’istruzione nelle situazioni di conflitto.
La tutela dei minori merita un discorso a parte. La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 e il suo Protocollo opzionale del 2000 sul coinvolgimento dei minori nelle ostilità fissano gli obblighi degli Stati; sul piano penale, la prima condanna della Corte penale internazionale (CPI), nel caso Procuratore c. Thomas Lubanga Dyilo (14 marzo 2012), riguarda proprio l’arruolamento di bambini soldato.
Diritto penale internazionale: Corte penale internazionale e crimini internazionali
Lo Statuto di Roma del 17 luglio 1998, che ha istituito la Corte penale internazionale, è la base del diritto penale internazionale (alcuni manuali lo chiamano diritto internazionale penale). I crimini internazionali di sua competenza sono genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimine di aggressione, introdotto con gli emendamenti di Kampala. Un filone specifico riguarda la violenza sessuale nei conflitti, perseguita come crimine di guerra e contro l’umanità. Puoi lavorare sul principio di complementarità con le giurisdizioni nazionali, sui rapporti tra Corte e Stati terzi, sull’immunità dei capi di Stato o sulla cooperazione degli Stati parte. Un tema discusso riguarda le sanzioni degli Stati Uniti contro funzionari della Corte e il loro impatto sulla sua indipendenza.
Un buon complemento è la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio del 9 dicembre 1948 (spesso indicata come Convenzione sul genocidio), usata in diverse controversie davanti alla CIG, come il ricorso del Sudafrica contro Israele. Sulla questione israelo-palestinese puoi lavorare anche sul parere consultivo della CIG del 19 luglio 2024 sulle conseguenze giuridiche delle politiche e pratiche di Israele nei territori palestinesi occupati, concentrandoti su sovranità, occupazione e autodeterminazione.
Diritto internazionale umanitario e terrorismo internazionale
Il diritto internazionale umanitario regola la condotta nei conflitti armati: le Convenzioni di Ginevra del 1949 e i Protocolli aggiuntivi del 1977 sono il punto di partenza. Un tema classico del diritto umanitario è la distinzione tra combattenti e civili nei conflitti con gruppi armati non statali. Meno studiata, e quindi interessante, è la Commissione internazionale di accertamento dei fatti prevista dall’articolo 90 del primo Protocollo aggiuntivo: puoi chiederti perché gli Stati vi ricorrano così poco. Sul terrorismo internazionale manca ancora una definizione condivisa in un trattato generale: puoi chiederti come si distingue la resistenza armata dal terrorismo, oppure analizzare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza contro il finanziamento del terrorismo. Per la criminalità organizzata il riferimento è la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, firmata a Palermo nel dicembre 2000, con i protocolli sulla tratta di persone e sul traffico di migranti.
Ambiente, clima e sviluppo sostenibile
Il contenzioso climatico è uno dei filoni più vivi della materia. Puoi partire dall’Accordo di Parigi del 2015 e chiederti quali obblighi concreti ne derivano per gli Stati. La sentenza della Corte EDU Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri c. Svizzera del 9 aprile 2024 e il parere consultivo del Tribunale internazionale del diritto del mare del 21 maggio 2024 permettono di confrontare il modo in cui giudici diversi leggono il cambiamento climatico. Il quadro si è completato nel 2025 con il parere consultivo della Corte interamericana dei diritti umani (luglio 2025) e con quello della CIG sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamento climatico, reso all’unanimità il 23 luglio 2025: insieme offrono materiale ideale per un confronto tra corti.
Diritto del mare
Il diritto del mare ruota attorno alla Convenzione di Montego Bay del 1982 (UNCLOS). Temi possibili sono una controversia sulla delimitazione del confine marittimo tra Stati vicini, la pirateria e il soccorso in mare. Molto attuale è l’Accordo BBNJ sulla biodiversità marina oltre la giurisdizione nazionale, entrato in vigore il 17 gennaio 2026 dopo la ratifica da parte degli Stati richiesta dal testo: puoi chiederti come si integra la sua disciplina con UNCLOS e con la Convenzione sulla diversità biologica.
Migranti e rifugiati: asilo e soccorso in mare
Immigrazione e asilo si basano soprattutto sulla Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status dei rifugiati e il principio di non-refoulement, che vieta di respingere un rifugiato verso un Paese in cui rischia persecuzioni. Un tema concreto è il rapporto tra obblighi di salvataggio e controllo delle frontiere: la sentenza della Grande Camera della Corte EDU Hirsi Jamaa e altri c. Italia del 23 febbraio 2012 è un caso classico da cui partire, anche per inquadrare la crisi libica, gli accordi con la Libia e l’attività di soccorso delle organizzazioni non governative (ONG) sul piano della responsabilità degli Stati.
Cyberspazio, spazio extra-atmosferico e commercio
Cyberspazio, spazio extra-atmosferico e commercio sono aree adatte a un lavoro che voglia ragionare su come norme pensate per altro si applicano a fenomeni nuovi. Per il cyber, il Tallinn Manual (studio di esperti, non un trattato) aiuta a discutere quando un attacco informatico equivale a un uso della forza. Per lo spazio puoi lavorare sul Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 e sui problemi aperti da satelliti privati e detriti orbitali. Per il commercio, l’Organo d’appello dell’Organizzazione mondiale del commercio non funziona dal dicembre 2019 perché non sono stati nominati nuovi membri: puoi analizzarne le conseguenze sulla risoluzione delle controversie internazionali in materia commerciale.
Non sai da che argomento partire?
Un tutor della tua facoltà ti aiuta a scegliere un tema che regga, che al relatore vada bene e su cui esista materiale. Senza impegno.
Quali temi di teoria generale puoi scegliere?
Se preferisci un lavoro più teorico, il diritto internazionale generale offre temi solidi su fonti, soggetti e responsabilità.
- Fonti del diritto internazionale: il diritto consuetudinario e il modo in cui si accerta, la codificazione curata dalla Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite, il valore delle risoluzioni adottate dall’Assemblea generale, fino a che punto il diritto internazionale può vincolare uno Stato che non ha ratificato un trattato.
- Soggettività internazionale: chi è soggetto di diritto internazionale oltre agli Stati, il ruolo delle organizzazioni internazionali e degli individui, il principio di effettività nel riconoscimento di nuovi Stati, anche alla luce dello status della Palestina come Stato osservatore non membro delle Nazioni Unite dal 2012.
- Autodeterminazione dei popoli: dalla decolonizzazione al parere consultivo della CIG del 22 luglio 2010 sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
- Responsabilità internazionale dello Stato: gli Articoli della Commissione del diritto internazionale del 2001 sulla responsabilità degli Stati per atti internazionalmente illeciti, le sanzioni e contromisure adottate dagli altri Stati e il rapporto con la responsabilità penale dei dirigenti.
- Rapporti tra norme internazionali e diritto interno: gli articoli 10 e 117 della Costituzione, l’immunità degli Stati esteri dalla giurisdizione civile, i concordati con la Santa Sede.
- Diritto internazionale e Unione europea: il rapporto tra obblighi ONU e diritti garantiti dall’ordinamento UE alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia, a partire dalla sentenza del 3 settembre 2008 sul caso Kadi e Al Barakaat c. Consiglio e Commissione.
Che cosa studia il diritto internazionale privato?
Il diritto internazionale privato stabilisce quale legge si applica e quale giudice è competente nelle situazioni tra privati con elementi stranieri. In Italia la base è la legge 218 del 1995, affiancata dai regolamenti UE come Roma I sui contratti e Bruxelles I bis sulla competenza giurisdizionale. Temi possibili sono i contratti online con consumatori di Paesi diversi, le questioni di famiglia transfrontaliere o il riconoscimento delle sentenze straniere. Se ti chiedi perché fare una tesi in diritto internazionale privato: è il ramo più vicino alla pratica di un giurista che lavora con imprese e famiglie con legami in più Paesi.
Quali titoli di tesi puoi proporre?
Un buon titolo indica l’istituto, la fonte o il caso e l’angolo da cui lo guardi. Questi esempi mostrano il livello di precisione a cui puntare.
- La legittima difesa contro attori non statali: l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite nella prassi recente
- Gli obblighi climatici degli Stati dopo il parere consultivo della CIG del 23 luglio 2025
- Il principio di non-refoulement nei respingimenti in alto mare: da Hirsi Jamaa e altri c. Italia agli accordi con la Libia
- Bambini soldato e responsabilità penale individuale: il caso Lubanga davanti alla CPI
- Il crimine di aggressione dopo gli emendamenti di Kampala: limiti alla giurisdizione della CPI
- Le sanzioni economiche unilaterali tra contromisure e tutela dei diritti umani fondamentali
- La protezione della biodiversità oltre la giurisdizione nazionale: il nuovo accordo del 2023 e la Convenzione di Montego Bay
- Gli attacchi informatici come uso della forza: il Tallinn Manual e l’articolo 2, paragrafo 4, della Carta ONU
Meglio un lavoro compilativo o un’analisi di casi?
L’impostazione compilativa conviene quando l’argomento è ampio e serve ordine; l’analisi di casi conviene quando vuoi portare una lettura personale di poche decisioni. La tesi compilativa ricostruisce un istituto attraverso dottrina, norme e prassi, per esempio l’evoluzione del divieto dell’uso della forza.
L’analisi di casi parte invece da una o più decisioni di tribunali internazionali e le esamina a fondo: fatti, argomenti delle parti, ragionamento della corte, opinioni separate dei giudici. È più impegnativa perché richiede di leggere ogni pronuncia in lingua originale, ma ti permette di valutare il problema dal punto di vista giuridico. Una via intermedia è una parte generale breve seguita da due o tre casi a confronto.
Come strutturare la tesi in diritto internazionale?
Una struttura in tre capitoli, fonti, dibattito e prassi, si adatta alla maggior parte dei temi. Ecco una traccia:
- Introduzione: domanda di ricerca, motivi della scelta, metodo e piano dei capitoli.
- Primo capitolo: fonti e quadro normativo, cioè trattati, convenzioni internazionali, consuetudine ed eventuali atti delle organizzazioni internazionali.
- Secondo capitolo: dottrina e dibattito interpretativo, con le posizioni principali a confronto.
- Terzo capitolo: prassi e giurisprudenza, con l’analisi dei casi scelti.
- Conclusioni: risposta alla domanda iniziale, limiti del lavoro e possibili sviluppi.
Cura con attenzione le citazioni: per le sentenze delle corti indica sempre corte, nome del caso, data e numero di ricorso o raccolta ufficiale.
Domande frequenti sulla tesi in diritto internazionale
Queste sono le domande che gli studenti pongono più spesso quando scelgono e impostano il lavoro.
Serve conoscere l’inglese per scrivere di diritto internazionale?
Nella maggior parte dei casi sì, almeno a livello di lettura. Le sentenze della CIG e molti contributi di dottrina sono in inglese o in francese. Esistono traduzioni e commenti in italiano, ma raramente bastano per un lavoro completo. Se il tuo inglese è debole, scegli un tema con molta dottrina italiana, come il rapporto tra CEDU e diritto interno, e usa le traduzioni ufficiali delle sentenze contro l’Italia.
Posso scrivere la tesi su un conflitto ancora in corso?
Sì, purché tu scelga una questione giuridica precisa, per esempio la competenza di una corte su un singolo ricorso, e lavori su fonti verificabili, come risoluzioni ONU, dichiarazioni ufficiali degli Stati e atti delle corti. Evita di trattare come certi fatti ancora contestati, mantieni un tono neutrale verso tutte le parti e aggiorna il lavoro fino alla consegna.
Quali sono gli argomenti più attuali in diritto internazionale?
Tra i temi con più fonti recenti ci sono il contenzioso climatico dopo i pareri consultivi del 2025, l’Accordo BBNJ sull’alto mare, le cyber operazioni tra Stati, migrazioni e soccorso in mare, la crisi del sistema di risoluzione delle controversie dell’OMC. Sono temi con dibattito aperto, quindi richiedono un aggiornamento costante.
Quali argomenti scegliere per una tesi di laurea triennale in diritto internazionale?
Per la triennale conviene un tema circoscritto, con una o due decisioni da analizzare e una bibliografia gestibile: per esempio un singolo parere della CIG o una sentenza della Corte EDU contro l’Italia. Lascia i confronti tra più sistemi e i temi di teoria generale alla magistrale, dove hai più tempo e più pagine a disposizione.
Meglio diritto internazionale pubblico o privato?
Dipende dai tuoi interessi e dal lavoro che immagini dopo la laurea. Il pubblico guarda ai rapporti tra Stati e organizzazioni internazionali, il privato è più vicino alla pratica forense su contratti, famiglia e imprese con elementi stranieri. Chi punta alla carriera diplomatica o alle organizzazioni internazionali di solito sceglie il pubblico; chi pensa allo studio legale trova più sbocchi nel privato.
Se vuoi un confronto sulla scelta del tema o sulla struttura dei capitoli, su Consulenzatesi.net puoi lavorare con un tutor di area giuridica che ti segue nelle diverse fasi del lavoro.
Per confrontare questa materia con le altre, leggi la nostra panoramica sugli argomenti per la tesi in giurisprudenza, divisi per materia.
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