Scritto da Luisa F., tutor di area giuridica · Aggiornato il 2 ottobre 2026
Per una tesi in diritto di famiglia scegli un istituto preciso (affidamento dei figli, assegno divorzile, unioni civili, ascolto del minore, adozione) e trasformalo in una domanda di ricerca a cui puoi rispondere con norme, dottrina e sentenze. I temi più attuali riguardano la riforma Cartabia, la filiazione e la tutela dei minori.
Il diritto di famiglia tocca la vita quotidiana di tutti: matrimonio, separazioni, figli, convivenze, eredità. Negli ultimi anni è cambiato più di molte altre materie del diritto privato, e proprio per questo lascia spazio a chi vuole scrivere una tesi di laurea utile e non solo un riassunto del manuale. Il rischio opposto è scegliere un tema troppo ampio, come “la famiglia nel diritto italiano”, e ritrovarti a metà lavoro senza una domanda precisa. Qui trovi un metodo per scegliere e diversi argomenti concreti, divisi per area.
Come scegliere l’argomento della tesi in diritto di famiglia
Per la tesi di laurea in diritto di famiglia scegli un argomento che si riassume in una domanda, che ha fonti aggiornate e che piace al tuo relatore. Se manca uno di questi tre elementi, il lavoro diventa faticoso già dal secondo capitolo.
- la domanda di ricerca: un buon tema si riassume in una domanda a cui la tesi risponde, per esempio “come i tribunali valutano l’ascolto del minore nei procedimenti di affidamento”;
- le fonti disponibili: controlla che esistano commentari aggiornati, articoli di rivista e sentenze reperibili nelle banche dati della tua università degli studi;
- il relatore: alcuni docenti preferiscono il taglio processuale, altri quello sostanziale o comparato. Chiedilo prima di consegnare l’indice.
In questa materia pesa più che altrove la riservatezza. Se usi casi reali, magari conosciuti per esperienza personale o durante un tirocinio, ricorda che dietro ogni fascicolo ci sono persone, spesso minori. Anonimizza sempre nomi, luoghi e dettagli che rendono riconoscibile qualcuno, anche quando la sentenza è pubblicata. Le banche dati giuridiche già oscurano i dati delle parti: segui lo stesso criterio nel testo e negli allegati, e scrivi con rispetto anche delle vicende che non condividi.
Riforma del diritto di famiglia: cosa è cambiato dal 1975 a oggi?
Il diritto di famiglia italiano è passato da un modello gerarchico, centrato sul marito e sulla famiglia legittima, a un modello di famiglia fondato sulla parità dei coniugi e sull’interesse del figlio. Le tappe principali della legge sono quattro, e ognuna può diventare l’ossatura del primo capitolo di una tesi di laurea in diritto di famiglia.
- 1975: la riforma del diritto di famiglia (legge 19 maggio 1975, n. 151) introduce la parità tra i coniugi e la comunione dei beni come regime patrimoniale della famiglia in mancanza di diversa scelta;
- 2006: la legge 8 febbraio 2006, n. 54 fa dell’affidamento condiviso la regola;
- 2012-2013: la legge 10 dicembre 2012, n. 219 e il decreto legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 unificano lo stato di figlio, superando la distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori;
- 2016 e 2022: la legge n. 76 del 2016 su unioni civili e convivenze e la riforma Cartabia del processo di famiglia (2022).
Un lavoro di taglio storico può seguire il passaggio da una famiglia “adultocentrica” a una famiglia “puerocentrica”, in cui i rapporti giuridici tra i componenti della famiglia si leggono a partire dai diritti del minore.
Argomenti per la tesi di laurea in diritto di famiglia, area per area
Nel diritto di famiglia gli argomenti più richiesti per una tesi di laurea riguardano la crisi della coppia e del matrimonio, i figli, le unioni civili, la tutela dei minori e i rapporti patrimoniali. Meglio pochi temi ben inquadrati che un elenco infinito: per ciascuna area trovi lo spunto e l’angolo da cui affrontarlo.
Separazione, divorzio e procedimento unitario della riforma Cartabia
Il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149 ha introdotto nel codice di procedura civile un rito unico per le controversie in materia di persone, minorenni e famiglie (artt. 473-bis e seguenti c.p.c.). Puoi analizzare come cambia la gestione di separazione e divorzio, ad esempio la possibilità di proporre le due domande nello stesso giudizio e i dubbi interpretativi emersi nei primi anni di applicazione. Sul piano della giurisdizione e dell’organizzazione, la riforma prevede anche il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, la cui entrata in funzione è stata rinviata più volte: oggi è prevista per ottobre 2027 (decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, art. 3). Verifica comunque la data aggiornata quando scrivi.
Come si determina l’assegno divorzile?
L’assegno divorzile si determina valutando non solo il divario economico tra gli ex coniugi, ma anche il contributo dato da chi lo chiede alla vita familiare e al patrimonio comune. È la linea tracciata dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione con la sentenza 11 luglio 2018, n. 18287, che ha riconosciuto all’assegno una funzione assistenziale e compensativo-perequativa. Puoi studiare come la giurisprudenza successiva ha applicato questi criteri, oppure confrontare l’assegno con il mantenimento in sede di separazione e con gli alimenti legali (artt. 433 e seguenti c.c.), che hanno presupposti diversi.
Casa familiare e rapporti patrimoniali tra coniugi
Con la separazione la casa familiare viene assegnata tenendo conto prima di tutto dell’interesse dei figli (art. 337-sexies c.c.), non della proprietà dell’immobile. Accanto a questo tema ci sono i rapporti patrimoniali: lo scioglimento della comunione dei beni, il coacquisto dei coniugi e la tutela dei terzi, il fondo patrimoniale. Sono argomenti tecnici del diritto di famiglia, adatti a chi preferisce un taglio vicino al diritto civile patrimoniale e alla prassi notarile.
Affidamento dei figli e responsabilità genitoriale
L’affidamento condiviso è la regola dal 2006: entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e prendono insieme le decisioni importanti, mentre l’affidamento esclusivo è l’eccezione. I doveri dei genitori sono fissati dagli artt. 147 e 315-bis c.c.: mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni e aspirazioni. Il criterio che guida ogni decisione è l’interesse del minore, richiamato anche dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata con la legge 27 maggio 1991, n. 176. Con la l. 219/2012 e il d.lgs. 154/2013 il legislatore ha unificato lo stato di figlio (art. 315 c.c.) e sostituito la “potestà” con la responsabilità genitoriale. L’angolo più fecondo è quello applicativo: le varie forme di affidamento (condiviso, esclusivo, super esclusivo), i criteri con cui i giudici scelgono, i trasferimenti di residenza di un genitore, il mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti (art. 337-septies c.c.). Sulle controversie tra genitori sull’esercizio della responsabilità, puoi studiare come la riforma Cartabia ha riorganizzato gli strumenti un tempo previsti dall’art. 709-ter c.p.c.
Filiazione, omogenitorialità e diritto a conoscere le proprie origini
Filiazione e omogenitorialità sono temi eticamente sensibili, in cui legislazione e giurisprudenza si sono mosse più volte: il riconoscimento dei figli nati da coppie dello stesso sesso, la gestazione per altri, il parto anonimo e il diritto del figlio a conoscere le proprie origini. Due punti di partenza recenti sono la legge 4 novembre 2024, n. 169, che punisce la gestazione per altri anche se realizzata all’estero, e la sentenza della Corte costituzionale n. 68 del 2025, che riconosce lo stato di figlio anche verso la madre intenzionale quando una coppia di donne ha fatto ricorso alla procreazione assistita all’estero. Se scegli uno di questi argomenti, ricostruisci con cura le fonti più recenti e mantieni un tono analitico, presentando gli argomenti delle diverse posizioni.
Unioni civili e famiglia di fatto
La legge 20 maggio 2016, n. 76 (legge Cirinnà) disciplina l’unione civile tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto, con il relativo contratto di convivenza. Puoi confrontare i due istituti tra loro e con il matrimonio, oppure concentrarti sulla famiglia di fatto e sui suoi aspetti patrimoniali: il contratto di convivenza è uno strumento ancora poco usato, e capire perché è già una buona domanda di ricerca. Chi ama il diritto comparato può studiare come altri Paesi europei hanno regolato il matrimonio tra persone dello stesso sesso e i diritti delle famiglie omogenitoriali: è un filone in cui la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha avuto un peso notevole sul diritto di famiglia nazionale.
Tutela dei minori, ascolto e adozione
L’art. 315-bis c.c. riconosce al figlio che ha compiuto dodici anni, o anche di età inferiore se capace di discernimento, il diritto di essere ascoltato nelle questioni che lo riguardano. La riforma Cartabia ha ridisegnato le modalità dell’ascolto nel nuovo rito (art. 473-bis.4 c.p.c.). Puoi studiare chi conduce l’ascolto, come viene documentato e quanto peso ha nella decisione, oppure il tema dell’autodeterminazione del minore prima della maggiore età. In alternativa, l’adozione (legge 4 maggio 1983, n. 184), l’adozione in casi particolari, l’adozione del maggiorenne e l’affidamento familiare offrono spazio per un lavoro sulla prassi dei servizi sociali. Un tema di confine è la kafala, l’istituto di protezione dei minori dei Paesi islamici, e il suo riconoscimento in Italia, che pone questioni di diritto internazionale privato.
Violenza domestica e tutele civili
Contro la violenza domestica il diritto civile ha strumenti propri, distinti da quelli penali: gli ordini di protezione contro gli abusi familiari (artt. 342-bis e 342-ter c.c.) e le disposizioni sulla violenza domestica o di genere inserite dalla riforma nel codice di rito (artt. 473-bis.40 e seguenti c.p.c.). Un angolo interessante è il coordinamento tra giudice civile e giudice penale, letto alla luce della Convenzione di Istanbul, ratificata con la legge 27 giugno 2013, n. 77.
L’infedeltà coniugale può dare diritto a un risarcimento?
Di regola no: la violazione dell’obbligo di fedeltà può portare all’addebito della separazione, ma non dà da sola diritto al risarcimento. La giurisprudenza lo ammette quando il comportamento lede diritti costituzionalmente protetti del coniuge, come la dignità o la salute. È un buon tema per studiare la responsabilità civile nelle relazioni familiari, il cosiddetto illecito endofamiliare.
Successioni e famiglia, in breve
Successioni e diritto di famiglia si incrociano in alcuni temi adatti alla ricerca, anche se le successioni sono spesso insegnate in un corso a parte: la tutela dei legittimari, il patto di famiglia (artt. 768-bis e seguenti c.c.) per il passaggio generazionale dell’impresa, la posizione successoria del convivente rispetto a quella dell’unito civilmente.
Non sai da che argomento partire?
Un tutor della tua facoltà ti aiuta a scegliere un tema che regga, che al relatore vada bene e su cui esista materiale. Senza impegno.
Idee di titoli per la tesi
Un buon titolo indica l’istituto, il problema e, se serve, il periodo o l’ambito dell’analisi. Questi esempi puoi adattarli al tuo corso e al taglio del relatore:
- L’ascolto del minore nel procedimento unitario: prassi applicative dopo la riforma Cartabia;
- L’assegno divorzile dopo le Sezioni Unite del 2018: la funzione compensativo-perequativa nella giurisprudenza di merito;
- Unione civile e matrimonio a confronto: diritti, doveri e rapporti patrimoniali;
- Il contratto di convivenza: perché è ancora poco usato;
- L’assegnazione della casa familiare e la tutela dei terzi acquirenti;
- Il riconoscimento della kafala nell’ordinamento italiano;
- Il diritto del figlio a conoscere le proprie origini e il parto anonimo.
Meglio una tesi compilativa o un’analisi di giurisprudenza?
La tesi compilativa è più lineare, l’analisi di giurisprudenza è più faticosa ma più apprezzata dai relatori; spesso la scelta migliore è una combinazione delle due. Dipende dal tema, dal tempo che hai e dal tipo di laurea (triennale o magistrale).
La tesi compilativa ricostruisce un istituto del diritto di famiglia attraverso legge, dottrina e sentenze. Rischia di ripetere quello che il lettore trova già nel manuale, ma funziona bene se il tema è recente e la letteratura ancora frammentata, perché allora mettere ordine è già un contributo.
L’analisi di giurisprudenza parte invece da un insieme definito di decisioni: le sentenze di merito di un certo tribunale in un arco di anni, oppure le pronunce di legittimità su una questione. Devi dichiarare i criteri di selezione (banca dati, parole chiave, periodo) e leggere le decisioni con una griglia costante. Mostra come il diritto viene applicato davvero. Una soluzione intermedia, molto diffusa, è dedicare i primi capitoli al quadro normativo e l’ultimo a un’analisi giurisprudenziale mirata.
Come strutturare la tesi di laurea in diritto di famiglia
Una tesi in diritto di famiglia si struttura di solito in introduzione, tre capitoli (storia e Costituzione, disciplina vigente, giurisprudenza o caso di studio) e conclusioni. Questa traccia regge per la maggior parte degli argomenti:
- Introduzione: il problema, la domanda di ricerca, il metodo e il piano dei capitoli.
- Primo capitolo: evoluzione storica e quadro costituzionale (artt. 29, 30 e 31 Cost.), senza dilungarti oltre il necessario.
- Secondo capitolo: la disciplina vigente, con le principali posizioni della dottrina.
- Terzo capitolo: l’analisi giurisprudenziale o il caso di studio, anonimizzato.
- Conclusioni: la risposta alla domanda iniziale, i limiti del lavoro e le possibili proposte.
Cura molto le citazioni: indica sempre la versione della norma vigente al momento dei fatti, perché in questa materia le modifiche sono frequenti e un articolo può aver cambiato numero o contenuto. Per il testo aggiornato di ogni legge usa Normattiva, per ogni sentenza della Consulta il sito della Corte costituzionale, per la giurisprudenza di legittimità le banche dati della tua università.
Domande frequenti sulla tesi in diritto di famiglia
Queste sono le domande che gli studenti di giurisprudenza fanno più spesso quando devono scegliere e impostare il lavoro.
Quali sono gli argomenti più attuali per una tesi in diritto di famiglia?
Nel diritto di famiglia oggi i temi più vivi sono il procedimento unitario introdotto dalla riforma Cartabia, l’ascolto del minore, l’assegno divorzile, la filiazione nelle coppie dello stesso sesso, le tutele civili contro la violenza domestica e il rapporto tra unioni civili, convivenze e matrimonio. Sono temi su cui la giurisprudenza è ancora in movimento, quindi c’è spazio per un contributo personale.
Cosa fare se non so quale argomento scegliere?
Parti dall’istituto del diritto di famiglia che ti ha incuriosito di più durante l’esame, leggi due o tre sentenze recenti su quel tema e prova a formulare una domanda. Poi portala al relatore con una bozza di indice: è più facile ricevere un parere su una proposta concreta che su un’idea vaga.
Posso usare un caso che conosco personalmente?
Sì, puoi usare un caso che conosci personalmente, ma con cautela. Anonimizza ogni dato che renda riconoscibili le persone coinvolte, soprattutto se ci sono minori, usa solo documenti che puoi legittimamente consultare e parlane prima con il relatore. Spesso è più semplice e più solido lavorare su sentenze già pubblicate nelle banche dati giuridiche.
Meglio una tesi in diritto sostanziale o processuale?
La scelta tra diritto sostanziale e processuale dipende dalla cattedra e dai tuoi interessi. Dopo la riforma del 2022 molti temi sono misti: parlare di affidamento, per esempio, significa anche parlare di come si svolge il procedimento. Puoi scegliere un istituto sostanziale e dedicare un capitolo agli aspetti processuali.
Posso usare tesi di diritto di famiglia in PDF trovate online?
Puoi consultare i lavori in PDF pubblicati negli archivi delle università per capire come altri hanno impostato un argomento e per trovare bibliografia, ma non copiarne parti. Le università usano software antiplagio e una tesi già discussa è una fonte da citare come qualsiasi altra, con autore, titolo, ateneo e anno.
Quante sentenze servono per un’analisi di giurisprudenza?
Per un’analisi di giurisprudenza non esiste un numero fisso di sentenze. Conta che il campione sia coerente con la domanda di ricerca e selezionato con criteri dichiarati: banca dati, parole chiave, organo giudicante e periodo. Concorda con il relatore l’ampiezza del campione prima di iniziare la lettura, così eviti di doverlo allargare a lavoro avviato.
Se vuoi un confronto sulla scelta del tema o sull’impostazione dei capitoli, su Consulenzatesi.net puoi lavorare con un tutor di area giuridica che ti affianca nelle diverse fasi della tesi di laurea.
Per confrontare questa materia con le altre, leggi la nostra panoramica sugli argomenti per la tesi in giurisprudenza, divisi per materia.
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