Ringraziamenti tesi: come scriverli, con esempi pronti

Ringraziamenti tesi: una guida alla scrittura


Scritto da Christian S., tutor di area umanistica  ·  Aggiornato il 5 ottobre 2026

I ringraziamenti della tesi sono una breve sezione, di solito mezza pagina, in cui citi le persone che ti hanno aiutato a laurearti: prima il relatore e il correlatore, poi docenti, colleghi, amici e famiglia. Non sono obbligatori, si scrivono in prima persona, vanno all’inizio o alla fine della tesi e richiedono un tono sincero ma misurato.

Hai chiuso i capitoli e sistemato la bibliografia, e adesso davanti alla pagina dei ringraziamenti non sai da dove partire. Trovare le parole giuste è difficile perché devi esprimere gratitudine in un documento ufficiale. Qui trovi la struttura, l’ordine giusto, gli errori da evitare e alcuni esempi originali da adattare alla tua storia.

Cosa sono i ringraziamenti della tesi e sono obbligatori?

I ringraziamenti sono una sezione facoltativa della tesi di laurea in cui esprimi gratitudine a chi ti ha sostenuto nel percorso. Nessun regolamento di ateneo li impone, ma quasi tutti i laureandi li inseriscono, sia nella triennale sia nella magistrale.

Sono l’unica parte del lavoro in cui puoi parlare di te senza il filtro del linguaggio accademico. Sono un modo per riconoscere chi ti ha supportato durante questo percorso, e per questo vengono letti con attenzione da famiglia e amici il giorno della proclamazione, e spesso anche dal relatore. Prima di scriverli, però, controlla le linee guida del tuo dipartimento: alcune facoltà indicano la posizione della sezione o chiedono di non superare una pagina.

Dove vanno inseriti i ringraziamenti nella tesi?

I ringraziamenti vanno inseriti all’inizio della tesi, dopo il frontespizio e prima dell’indice, oppure alla fine, dopo la bibliografia e le eventuali appendici. Entrambe le posizioni sono corrette: scegli in base alle indicazioni del tuo ateneo o del relatore.

In apertura vanno subito dopo la copertina e il frontespizio, e richiamano le dediche dei libri. La collocazione in chiusura è oggi molto diffusa perché lascia al lettore la parte scientifica come primo impatto. Se inserisci anche una dedica, tienila separata: la dedica è una riga, i ringraziamenti sono un breve testo. Dedica e ringraziamenti, quindi, occupano due pagine distinte.

Come impaginare la pagina dei ringraziamenti

La pagina dei ringraziamenti segue la stessa impaginazione del resto della tesi. Usa lo stesso carattere e la stessa dimensione del testo, un titolo semplice come «Ringraziamenti» e una riga vuota tra un paragrafo e l’altro. Non va numerata come capitolo e non compare tra i capitoli dell’indice, salvo diverse indicazioni del tuo ateneo. Se fai la stampa tesi online, controlla nell’anteprima che la pagina non finisca spezzata a metà.

Chi ringraziare nella tesi di laurea e in che ordine

Nella tesi si ringraziano prima le persone che hanno seguito il lavoro dal punto di vista accademico, poi quelle che ti hanno sostenuto nella vita privata. L’ordine più usato va dal formale al personale.

  • Relatore: è la prima persona da citare, con titolo e cognome.
  • Correlatore e docenti: il correlatore e gli altri docenti che hanno dato un contributo concreto alla ricerca.
  • Tutor, team del laboratorio di ricerca, bibliotecari, aziende o enti che ti hanno seguito nella fase di ricerca, ospitato per lo stage o fornito dati.
  • Colleghi di corso, amici di sempre e coinquilini che hanno condiviso esami e sessioni in biblioteca.
  • Partner e famiglia: genitori, fratelli, nonni, chi ti ha supportato anche economicamente durante il corso di laurea.

Non esiste una formula fissa: puoi anche invertire l’ordine e ringraziare prima la famiglia, ma la sequenza dal formale al personale resta la più leggibile. Chi ha davvero contribuito o ti ha aiutato in modo rilevante va nominato; chi ha avuto un ruolo marginale può rientrare in un ringraziamento collettivo. Evita elenchi di venti nomi: chi legge si perde.

Come scrivere i ringraziamenti della tesi in 5 passaggi

Per scrivere i ringraziamenti della tesi ti bastano cinque passaggi: fai la lista delle persone, decidi il tono, scrivi una frase specifica per ognuna, rileggi a distanza di qualche giorno e controlla la lunghezza.

1. Fai la lista delle persone da citare

Il primo passo è scrivere su un foglio tutte le persone che vuoi ringraziare, senza filtrare. Poi dividile in due gruppi: chi ha contribuito alla tesi e chi ti ha supportato durante il percorso universitario. Questa divisione ti dà già la struttura del testo.

2. Scegli il tono

Il tono dei ringraziamenti può essere formale, informale o misto: qualunque scelta fai, mantieni un tono coerente dall’inizio alla fine. Il registro misto è il più usato: frasi sobrie per il relatore e i docenti, più calde e personali per amici e famiglia. Una battuta ci sta, dieci trasformano la pagina in un post.

3. Scrivi una frase concreta per ogni persona

I ringraziamenti devono essere personali, e una frase specifica vale più di tre aggettivi generici. Invece di «grazie per il supporto», racconta cosa ha fatto quella persona: ti ha corretto quattro bozze, ti ha prestato il portatile, ti ha accompagnato a ogni esame. Quel tocco personale rende il ringraziamento credibile e riconoscibile per chi lo legge.

4. Lascia riposare il testo e rileggilo

Scrivi una prima bozza qualche settimana prima della consegna e riprendila dopo alcuni giorni. A mente fredda noti le frasi troppo enfatiche, le ripetizioni e i nomi che hai dimenticato. Prima di chiudere il file, controlla l’ortografia dei cognomi e i titoli accademici: un «Prof.» sbagliato si nota subito.

5. Controlla la lunghezza

La lunghezza ideale dei ringraziamenti è tra mezza pagina e una pagina, cioè circa 150-350 parole. Se superi la pagina, taglia gli aggettivi e unisci le persone dello stesso gruppo. Anche cinque righe sincere bastano.

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Ringraziamenti tesi: esempi da cui partire

Ecco alcuni esempi di ringraziamenti per la tesi, scritti come modelli originali da personalizzare con nomi, dettagli e ricordi tuoi. Puoi prendere spunto dalla struttura, ma non copiarli parola per parola: il valore dei ringraziamenti sta nel fatto che parlano della tua esperienza.

Esempio di ringraziamenti formali

Il registro formale è adatto a una tesi magistrale o a una tesi di dottorato, o a chi preferisce mantenere un profilo sobrio.

Desidero ringraziare il professor Mario Rossi, mio relatore, per avermi guidato nella scelta dell’argomento e per la cura con cui ha letto ogni versione durante la stesura di questa tesi. Ringrazio la Prof.ssa Martina Galli, correlatrice, per i suggerimenti metodologici che hanno reso più solida l’analisi dei dati.

Un ringraziamento va al personale della Biblioteca di Dipartimento e all’ufficio stage dell’azienda che mi ha ospitato, per la disponibilità nel fornirmi materiali e documenti.

Infine, grazie alla mia famiglia, che ha reso possibile questo percorso accademico con il suo supporto costante e per aver sempre creduto in me.

Esempio di ringraziamenti informali

Il registro informale funziona bene nelle tesi triennali e quando vuoi far emergere la tua personalità, senza perdere il rispetto per il contesto.

Un ringraziamento particolare va al Prof. Bianchi, che ha avuto la pazienza di rispondere alle mie email anche quando le domande erano sempre le stesse. Senza le sue correzioni a margine questa tesi avrebbe il doppio delle pagine e la metà del senso.

Grazie a Giulia e Marco, compagni di sessione e di panini mangiati in piedi tra un esame e l’altro. Abbiamo iniziato insieme e finiamo insieme, come ci eravamo promessi al primo anno.

Grazie a mamma e papà, che non hanno mai capito bene cosa studiassi ma non hanno mai smesso di chiedermi come andava. E grazie a Luca, che ha sopportato mesi di «non posso, devo scrivere» senza lamentarsi (troppo).

Esempio di ringraziamenti brevi

I ringraziamenti brevi vanno bene se il tuo ateneo impone limiti di spazio o se preferisci poche parole ben scelte.

Ringrazio il mio relatore, Prof. Conti, per la guida attenta e la fiducia. Grazie ai miei genitori, che hanno sempre creduto in me anche nei momenti più difficili, e a chi mi è stato accanto in questi anni: sapete chi siete, e sapete quanto è stato importante.

Esempio di ringraziamenti divertenti

Un tocco ironico rende la pagina più leggera, a patto di dosarlo e di non usarlo per il relatore.

Un ringraziamento speciale va alla macchinetta del caffè del terzo piano, unica compagna fedele delle sessioni estive, e al mio coinquilino Davide, che ha imparato a riconoscere dall’espressione del mio viso se il capitolo stava andando bene o male.

Formula di ringraziamento in inglese

Se la tua tesi è scritta in inglese, la sezione si intitola «Acknowledgements» e segue la stessa struttura.

I would like to express my sincere gratitude to my supervisor, Prof. Elena Russo, for her guidance, patience and valuable feedback throughout this research. I am also grateful to my family and friends for their constant support and encouragement.

Come ringraziare il relatore

Il relatore si ringrazia con una o due frasi sobrie, citando titolo e cognome e indicando un aiuto concreto: la scelta dell’argomento, le revisioni, la disponibilità nei momenti difficili. È il ringraziamento più formale della pagina e di solito apre il testo.

Evita gli elogi generici come «grande professore» e preferisci un riferimento preciso al lavoro svolto insieme, sempre con classe. Una formula semplice è: «Esprimo la mia sincera gratitudine al professor [cognome] per la guida e il costante supporto durante la ricerca». Lo stesso vale per il correlatore o il tutor aziendale, che puoi ringraziare subito dopo.

Errori da evitare nei ringraziamenti della tesi

Gli errori più comuni nei ringraziamenti sono la vaghezza, l’eccesso di sentimentalismo, le dimenticanze importanti e un linguaggio troppo colloquiale.

  • Essere troppo generici: «ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini» non ringrazia nessuno. Meglio un nome e un motivo.
  • Esagerare con l’emotività: serve equilibrio tra gratitudine e misura, i ringraziamenti non sono una lettera privata. Le confidenze più intime tienile per un biglietto.
  • Dimenticare il relatore o il correlatore: è la svista che si nota di più, anche se il rapporto non è stato idilliaco. Una frase sobria è sufficiente.
  • Usare espressioni da chat: niente emoji, abbreviazioni o slang. Qualche nota ironica sì, il tono da messaggio vocale no.
  • Inserire polemiche o frecciatine: la tesi resta un documento ufficiale archiviato dall’università. Non è il posto per regolare conti.
  • Copiare frasi trovate online: chi ti conosce se ne accorge, e un testo preso da altri non dice nulla di te.

Quando scrivere i ringraziamenti della tesi

Il momento migliore per scrivere i ringraziamenti della tesi è quando il lavoro è quasi concluso, ma almeno due o tre settimane prima della stampa. Così hai il quadro completo del percorso e il tempo per rileggerli con calma.

Un trucco utile è tenere un file di appunti fin dall’inizio: ogni volta che qualcuno ti aiuta in modo concreto, segnalo con una riga. Alla fine avrai già qualche riferimento pronto per i ringraziamenti scritti e non dimenticherai chi ti ha dato una mano nei primi mesi. Ricordati che dopo il deposito la tesi non si può più modificare: errori e dimenticanze restano anche nella copia rilegata.

Domande frequenti sui ringraziamenti della tesi

I ringraziamenti della tesi sono obbligatori?

No, i ringraziamenti non sono obbligatori e nessun regolamento universitario li richiede. Sono però una consuetudine molto diffusa, sia nella triennale sia nella magistrale, e una tesi senza ringraziamenti può sembrare incompleta a chi la sfoglia. Se scegli di non inserirli non perdi punti, ma rinunci a una pagina che famiglia e amici leggono quasi sempre il giorno della laurea.

Quanto devono essere lunghi i ringraziamenti della tesi?

I ringraziamenti della tesi dovrebbero occupare da mezza pagina a una pagina, cioè circa 150-350 parole. Oltre la pagina il testo perde forza. Se il tuo ateneo indica un limite, rispettalo. Se hai molte persone da citare, raggruppale per categoria, per esempio i compagni di corso o i colleghi di stage, invece di nominarle una per una.

Si possono scrivere i ringraziamenti in dialetto o in un’altra lingua?

Sì, puoi inserire una frase in dialetto o nella lingua di un familiare, soprattutto se rivolta a una persona specifica come un nonno. Conviene però che il resto del testo sia nella stessa lingua della tesi, per non disorientare chi legge. Se la tesi è in inglese, scrivi gli «Acknowledgements» in inglese e aggiungi eventualmente una riga in italiano per la famiglia.

Si possono ringraziare persone scomparse o animali domestici?

Sì, è del tutto legittimo ricordare una persona cara che non c’è più, e spesso è la riga più sentita dell’intera pagina. In questo caso valuta di inserirla come dedica, in apertura e separata dai ringraziamenti. Anche un animale domestico può trovare spazio, magari con una nota ironica, purché non diventi il protagonista del testo.

Bisogna ringraziare il relatore anche se il rapporto non è stato buono?

Sì, il relatore va ringraziato comunque, perché il suo compito è supportare e seguire formalmente il tuo lavoro, e la sua assenza si noterebbe. Non serve inventare elogi che non senti: basta una frase neutra e corretta, per esempio un ringraziamento per la disponibilità o per l’opportunità di approfondire l’argomento.

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